NUOVE MATRICI

[da MUCCHIO N. 619, febbraio 2006]


neoLa tentazione di riscrivere la trilogia di Matrix deve essere stata forte, e del resto gli autori stessi avevano già in qualche modo autorizzato l’operazione con Animatrix, la serie di cartoni animati dedicata al mondo da loro ideato. A riscrivere, sia pure parzialmente la storia di Neo arriva ora Matrix: Path of Neo (Atari, per Pc, Ps2 e Xbox) dove gli sviluppatori di Shiny Entertainment fanno rivivere al giocatore tutto quanto già visto nella trilogia cinematografica e pure qualcosa di più.

È possibile accorgersene fin da subito: quando gli agenti vanno a prelevare Thomas Anderson dall’ufficio in cui lavora ed egli viene contattato telefonicamente da Morpheus che vorrebbe aiutarlo a fuggire, mentre nel film a Thomas/Neo gli prende la strizza quando rischia di scivolare dall’alto cornicione del palazzo, il Neo elettronico invece sfida gli agenti su cornicioni e ponteggi. Non solo: può anche riuscire a sfuggire loro. Pur rimanendo fedele alla trama della trilogia dunque il videogioco si permette delle variazioni (compreso il finale) e delle aggiunte per colmare i gap che le tre pellicole avevano lasciato: ad esempio quello del tempo trascorso tra la prima e la seconda. La possibilità di cambiare – seppur limitatamente – il corso dell’azione influenza anche i poteri di Neo: nel gioco sarà possibile fare tutto quello che Neo fa nei film: andare in “bullet time” (ovvero al rallentatore per schivare colpi e pallottole), divenire esperti di armi e di arti marziali, volare, vedere il codice, fermare pallottole, ecc. Ma questi non saranno poteri che potremo avere “gratis”, ma anzi ci dovremo faticosamente conquistare nel corso del gioco. E qui stà un’altra peculiarità di Path of Neo. Il livello di difficoltà a cui vi giocheremo verrà infatti automaticamente deciso in base alla performance che riusciremo ad ottenere in un livello iniziale in cui dovremo uccidere il maggior numero possibile di nemici in un’ambientazione simile a qualla del palazzo della polizia del primo film. In più lungo il percorso del gioco la difficoltà aumenterà vertiginosamente proprio là in cui il gioco ci troverà in maggiore difficoltà. Questo per spingerci non tanto a rigiocare infinite volte il medesimo punto, quanto a cambiare tattica e a sperimentare approcci diversi in una situazione d’impasse. Questa impostazione ha il curioso – e non sempre gradevole – effetto di farci sembrare quasi facile un punto che fino a poco prima era parso assolutamente ostico. La non gradevolezza di tale situazione è determinata dal fatto che non è sempre colpa del giocatore se Neo si trova in difficoltà: parte della responsabilità a volte è da attribuirsi anche dalla non eccellente gestione della telecamera, specie nelle situazioni affollate da numerosi nemici che ci danno addosso. Comunque il modo in cui gestiremo le situazioni – che saranno quasi esclusivamente di combattimento o di fuga in modalità stealth – ci permetterà di apprendere nuove capacità o combo di combattimento in stile gioco di ruolo. La grafica è eccellente, anche sulla Ps2 su cui viene addirittura simulato l’effetto del “bump-mapping” (metodo per simulare superfici scabrose con textures bidimensionali) pur non supportato dalla console. In più fanno da intermezzo alle sessioni di gioco spezzoni ripresi direttamente dai film.neo2

Di fatto si tratta di un gioco eccellente che ha il maggior difetto nel trasformare anche il primo episodio filmico – che pure aveva uno spessore narrativo decisamente superiore agli altri due – in un analogo dei successivi: un mix di azione ed emozione sicuramente piacevole ma relativamente poco significativo. Forse qualche pizzico di “avventura” avrebbe giovato.

PRECUSORI

Prima di Path of Neo vengono altri due giochi dedicati all’universo di Matrix (entrambi come quest’ultimo hanno visto i fratelli Wachowski dare un contributo sostanziale alla trama): Enter the Matrix e Matrix Online. Nel primo viviamo – impersonando Ghost e Niobe in eventi alternativi a quelli visti in Matrix Reloaded. Si tratta di un titolo puramente action per di più con una grafica ed una trama non all’altezza del referente cinematografico. Poca fortuna ha anche arriso a Matrix Online, un Massive Multiplayer Online Role Playng Game ambientato dopo la fine della trilogia nonostante sia stato pubblicato prima dell’uscita di Revolution. Una citazione finale la merita però un gioco profondamente diverso: Max Payne. Si tratta di uno sparatutto urbano in terza persona del 2001 che per primo inserisce la tecnica del bullet-time e che dimostra come non ci si possa basare su una sola – sia pur brillante – innovazione per rendere un gioco interessante. In Max Payne infatti la storia assume un ruolo significativo che invoglia il giocatore a scoprire il finale: il bullet-time diventa giustamente solo un buon diversivo per un gameplay originale.

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