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Recensione di CROCODILE ROCK di Carl Hiaasen

pubblicata sul Manifesto di domenica 15 marzo 2009

Crocodile-RockDelizioso! E se non è frequente usare un aggettivo del genere per un romanzo, è sicuramente ancor più raro farlo con un thriller. Tra i pochi esempi possibili forse potremmo mettere la serie degli ineffabili cinque del recentemente scomparso Donald Westlake. Ma proprio ai migliori romanzi humor-polizieschi di Westlake può essere paragonato questo Crocodile rock di Carl Hiaasen (Meridiano zero, 382 p., € 17,50), autore americano che ha avuto il picco della popolarità da noi in occasione dell’uscita cinematografica di Striptease, film del 1996 di Andrew Bergman con Demi Moore e Burt Reynolds tratto da un suo omonimo romanzo. Oggi riprende ad occuparsi di lui la casa editrice padovana Meridiano zero traducendo Basket Case, del 2002. E si tratta, come detto all’inizio, di un romanzo delizioso dove s’intrecciano non solo crimine e umorismo, ma anche niente affatto scontate considerazioni sul giornalismo e sul panorama economico in cui si muove la stampa, e dimostrando una grandiosa passione per la musica rock, quella vera, fatta di note, sudore, sangue e sesso (e tanta droga), non i quattro quarti tutti uguali delle musichette scritte apposta per scalare le classifiche. E in questo il parallelo che viene in mente è con lo scrittore francese Jean-Claude Izzo, che pure per altro non potrebbe essere più diverso, ma che come Hiaasen lascia respirare al lettore la musica che egli e i suoi protagonisti ascoltano, non concedendo mai un riferimento facile ai nomi da classifica ma costruendo un continuo gioco di rimandi che deliziano l’appassionato vero. Hiaasen si fa pure aiutare, per il testo della canzone al centro dell’intrigo poliziesco, da Warren Zevon, scomparso poi l’anno seguente.

basket-caseTutto comincia da un “coccodrillo”, ovvero da un necrologio (da qui anche il titolo italiano) che Jack Tagger, giornalista in disgrazia di un quotidiano di provincia della Florida, deve scrivere sulla scomparsa durante un immersione di James Stomarti, alias Jimmy Stoma, ex cantante e leader degli Slut Puppies, una band che nella finzione del romanzo avrebbe influenzato addirittura i Red Hot Chili Peppers prima di sciogliersi e scomparire dalla volubile attenzione dei fan. L’istinto da cronista di Tagger fiuta l’intrigo intervistando la moglie – giovane stellina del pop balzata alla notorietà per aver girato un video col pelo pubico bene in vista – e la sorella di Stoma, che si mantiene con chat-line a luci rosse. Districandosi tra improbabili guardie del corpo e produttori improvvisati, tra vecchie star del rock col cervello bruciato, ma soprattutto dribblando i nuovi proprietari del quotidiano – una società editrice di svariati quotidiani in tutti gli Stati Uniti con sede in California e più interesse a tenersi buoni gli inserzionisti che a seguire le notizie – Tagger scopre un hard disk con le registrazioni a vario livello di mixaggio di un nuovo album solista di Stoma. Al centro di tutto la canzone Shipwrecked Heart che avrebbe potuto diventare un formidabile hit.

carlSe già l’intreccio si preannuncia un divertente slalom tra gli eccessi del rock e i virtuosismi delle indagini giornalistiche riviste e corrette da un età che sembra non averne più bisogno, al centro di tutto c’è la figura del protagonista: da un lato capace professionista dell’informazione e perciò frustrato in massimo grado nel fare un lavoro che consiste nel ricucire brandelli di articoli d’archivio per poter descrivere brevemente l’esistenza di celebrità locali testé scomparse; dall’altro nevrotico ossessionato dalla morte che continua a paragonare la propria età a quella del decesso di celebrità della musica e della letteratura. Un appassionato infine di musica, tanto da conoscere tutta la musica pop americana e da riconoscere un’artista fasullo quando lo vede. Insomma un eroe recalcitrante, terrorizzato dalla possibilità di vedere un cadavere ma col sangue freddo sufficiente per colpire in testa un rapinatore con un varano congelato. E la cosa più improbabile e divertente è che sarà proprio Jack a decidere da ultimo delle sorti del giornale, rivendicando in modo “romantico” la priorità delle notizie vere – esattamente come quella del rock vero – sugli affarismi e sugli arrivismi reciproci di editori e presunte star.

Sito ufficiale di Hiaasen: http://www.carlhiaasen.com/index.shtml

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marzo 23, 2009 - Posted by | hiaasen, noir

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