Recensione di
DEAD SPACE: MARTYR
di B. K. Evenson
(Multiplayer.it)

 

dead-space-martyrDue anni fa usciva Dead Space e in diversi vi hanno visto un titolo capace di dare nuova linfa vitale al genere “survival horror”. In particolare DeadSpace si distingueva per il modo realmente multimediale in cui il brand è stato progettato: al videogioco si sono infatti affiancati una serie a fumetti e il film d’animazione Dead Space: la forza oscura dove però questi non sono una mera trasposizione del contenuto narrativo del videogioco, ma al contrario espandono significativamente la narrazione ampliando il relativo universo. In particolare La forza oscura è un prequel dove si narra come l’astronave mineraria USG Ishimura scopra sul pianeta Aegis VII un manufatto denominato “il Marchio” che è sacro ad una vasta fazione religiosa terrestre: la Chiesa Unionista. Il Marchio però porta una sorta d’infezione che porta gli esseri umani ad impazzire ed a trasformarsi dopo la morte in “necromorfi”. Quando ormai la situazione è gravemente compromessa e l’equipaggio decimato, viene lanciata una richiesta d’aiuto, raccolta dall’astronave USG Kellion. Con l’arrivo dell’astronave di supporto si chiude il film ed inizia il videogioco mettendoci alla guida di un membro del suo equipaggio, Isaac Clarke, che dovrà farsi strada nei meandri della Ishimura infestati di mostri per ripristinarne i sistemi e capire cosa vi sia successo. Pur trattandosi di due opere sviluppate contemporaneamente (il DVD de La forza oscura è stato inizialmente allegato ad un’edizione speciale del gioco per poi essere pubblicato indipendentemente in DVD e Blu-ray) si possono notare enormi differenze già dall’approccio grafico. Mentre il gioco adotta una visuale 556px-Surroundedtridimensionale in terza persona con il protagonista “scentrato” rispetto all’inquadratura (come in Gear od Wars o Batman Arkham Asylum), il film è una “tradizionale” animazione 2D che riprende tuttavia, molto più del gioco, l’iconografia dello splatter fumettistico. Mentre il gioco è sostanzialmente una perlustrazione solitaria (fatta eccezione per i mostri) dei corridoi oscuramenti claustrofobici della Ishimura, il film è caratterizzato da colori brillanti e luminosi. Assai importante, nell’economia narrativa del film, la presenza del Marchio, che sconvolge gli equilibri interni all’equipaggio sollevando fanatismi religiosi.

A chiarire cosa sia il Marchio arriva ora, pubblicato dalle edizioni Multiplayer.it il romanzo Dead Space: Martyr. A differenza di altre trasposizioni narrative da opere videoludiche qui lo scrittore – B.K. Evenson, pseudonimo usato per la narrativa di consumo di Brian Evenson, autore anche di una manciata di opere, tra cui l’unica tradotta in Italia è La colpa (Isbn, 2007), per cui sono stati spesi paragoni con Raymond Carver, Salman Rushdie, Jim Thompson, Edgar Allan Poe, J.G.Ballard, ecc. – ha ampia libertà sulla materia trattata, anche perché Martyr non è la versione su carta né di Dead Space, né di La forza oscura ma torna indietro di oltre due secoli a narrare la nascita della Chiesa Unionista. Il protagonista è Michael Altman, geofisico incaricato di analizzare la parte sommersa del cratere di Chicxulub, nella penisola dello Dead_Space_Box_ArtYucatan, provocato dall’impatto di un enorme asteroide che avrebbe contribuito a causare il mutamento climatico responsabile dell’estinzione dei dinosauri. Anche grazie ai suoi studi viene scoperto una sorta di enorme oggetto, definito appunto “il Marchio” che viene riconosciuto dagli indios come “la coda del diavolo”. Tale scoperta tuttavia non è casuale in quanto il Marchio ha iniziato ha trasmettere un impulso che causa negli esseri umani emicrania e visioni in cui i morti appaiono ai loro cari e li ammoniscono di resistere alla Convergenza. Ma qui si inseriscono le brame della DredgerCorp che organizza una spedizione per estrarre il Marchio dal cratere e studiarlo. Altman viene reclutato come scienziato, ma ben presto si scopre che la sua naturale resistenza alle visioni ed alla follia indotte dal Marchio possono essere utili anche per compiti più pratici, in particolare dopo che la prima missione di avvicinamento si conclude con la drammatica perdita dei due uomini che conducevano il batiscafo esplorativo, uno dei quali – impazzito a causa delle visioni del Marchio – ha ucciso l’altro e poi si è tolto la vita dopo aver scritto sul mezzo e sul proprio corpo col sangue strani geroglifici che riproducono quelli incisi sul Marchio stesso. Ma Altman non si piega completamente al volere della compagnia, svolge per proprio conto indagini sul Marchio, in parte aiutato in ciò da una bizzarra nuova religione che sorge considerando il Marchio un segno divino mandato ad annunciare una sorta di mistica Unione e elevando Altman stesso al rango di profeta del Marchio per la sua capacità di resistere alle visioni ed alla follia. Ma non sarà semplice lottare da solo contro le ambizioni di una multinazionale disposta a tutto per trarre vantaggio e profitto dalla situazione, nonostante che il risultato di tali ricerche porti al Dead_Space_Downfall_Coverrischio dell’invasione della Terra da parte dei necromorfi, alla cui origine finalmente Evenson da una spiegazione.

L’abilità maggiore di Evenson è nel far trasudare ogni pagina dell’angoscia e della follia che permeano la storia mettendo il lettore in balia del morboso desiderio di affondare sempre più nel disagio causato dalla narrazione. Insomma se siete stati giocatori di Dead Space troverete in Martyr un eccelso spin-off che permette di ampliare l’universo narrativo che vi ha deliziato e terrorizzato videoludicamente; se non lo siete, immancabilmente proverete il desiderio di avvicinarvi anche a questa dimensione. Per non parlare ovviamente de La forza oscura e di Dead Space 2 prossimamente in uscita.
 

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