ossessionicontaminazioni

vg, musica, cinema, libri…

ALICE NEL PAESE DEGLI INCUBIalice1
Una riflessione incrociata sul personaggio di Alice di Lewis Carroll rivisto da Tim Burton e da American McGee
[pubblicata su Alias del 17 settembre 2011]

Quando iniziarono a girare notizie su una versione cinematografica di Alice nel Paese delle Meraviglie a cura di Tim Burton, molti appassionati di videogiochi sperarono si trattasse della vociferata trasposizione della versione videoludica del capolavoro carrolliano. Nonostante non fosse così, nel testo cinematografico burtoniano entrano delle suggestioni presenti anche in American McGee’s Alice. Poco importa che siano citazioni consapevoli piuttosto che semplici coincidenze. Provare a indagare le somiglianze/differenze tra la versione burtoniana del testo di Lewis Carroll e quella dei due videogiochi ad esso ispirati – l’ultimo dei quali uscito da pochi mesi – può aiutarci a illuminare quanto il testo possa ancora dire ai lettori del 21° secolo.

Alice_04aPer iniziare qualche dato storico. American McGee inizia la sua carriera alla Id Software come level designer per Doom 2 e Quake 1 e 2 dopo di che abbandona la Id e crea per Electronic Arts (sviluppato da Rogue Entertainment) una versione di Alice nel Paese delle Meraviglie che esce nel 2000 col titolo di American McGee’s Alice. Nella versione di McGee incontriamo un’Alice adolescente, internata in un manicomio dopo che un’incendio ha distrutto la sua casa e ucciso i genitori e la sorella. Gl’incubi che tormentano un’Alice anoressica e dark la riconducono a Wonderland che fin dall’inizio le si presenta come una landa desolata dall’oppressione della Regina di Cuori. A farle da guida in questa nuova “Nightmareland” c’è il fedele Stregatto che, continuando a parlare per enigmi, le fa strada verso il castello della Regina di Cuori – attraverso orde di soldati ed esseri mostruosi fedeli alla tiranna – non solo al fine di debellare la tirannia, ma anche per recuperare la sanità mentale. Lo stesso McGee si impegna perché alla sua versione di Alice s’interessi l’industria cinematografica ma, fino ad oggi, senza successo. È di recente invece uscito il seguito del videogioco (sempre pubblicato da Electronic Arts – che distribuisce assieme al nuovo anche il vecchio episodio – e sviluppato da Spicy Horse): Alice: Madness Returns. In questo nuovo episodio Alice è uscita dal manicomio e risiede nell’orfanotrofio gestito dallo psichiatra che la cura, ma continua ad essere ossessionata dall’incendio che ha ucciso i suoi cari e dal senso di colpa nato dal dubbio di essere proprio lei la causa dell’incidente. Vagando per i bassifondi della Londra vittoriana, Alice viene distratta da un gatto bianco seguendo il quale si ritrova ancora una volta in Wonderland. Ed il gatto si rivela essere il vecchio amico Stregatto che chiede il suo aiuto per salvare Wonderland da un misterioso treno che minaccia di distruggerla. Come gameplay, Alice: Madness Returns è una versione aggiornata di American McGee’s Alice: un mix di platform e di combattimento in terza persona contro i mostri generati dal decadimento di Wonderland.

Alice 1.StandingAliceA questo punto possiamo tentare di vedere quali siano le peculiarità dei videogiochi che ritroviamo anche in Alice in Wonderland di Tim Burton. Il più evidente è che ci troviamo di fronte ad un’Alice cresciuta che deve fronteggiare nella realtà un lutto (nel film si tratta della perdita solo del padre, mentre nei videogiochi di tutta la famiglia) e in Wonderland un paese piagato ed abbruttito dal giogo della Regina Rossa/di Cuori. Da qui tuttavia iniziano le differenze, alcune delle quali ci aiutano però a definire la cifra stilistica delle due opere. La principale arma a disposizione di Alice, sia nel film, sia in entrambi gli episodi del videogioco, è la “vorpal blade”, arma citata da Carroll nel poema Jabberwocky presente in Attraverso lo specchio. Ma mentre il “vorpal blade” nel film burtoniano si tramuta nella “spada bigralacea” (coerentemente con l’illustrazione originale di John Tenniel per il testo carrolliano), l’arma risolutiva di sapore fantasy di cui Alice entra in possesso alla conclusione delle sue avventure al fine di utilizzarla per lo scontro risolutivo contro il Jabberwocky/Ciciarampa (creatura che si ritrova nella medesima omonima poesia), nei videogiochi la lama vorpale è una sorta di enorme coltellaccio da cucina ed è in entrambi la prima arma a disposizione, quella di minore danno ma di maggiore duttilità e velocità. Un’arma “ordinaria”, quasi “quotidiana”, rispetto all’eccezionalità, anche in termini di efficacia, della sua versione “bigralacea”.

Alice_in_Wonderland_-_Tim_BurtonAltra differenza è il numero di parenti morti. Nel film l’unico deceduto è il padre il che permette alla storia di farne il punto di riferimento per la giovane Alice anche in contrapposizione alle richieste di conformarsi alla normalità borghese che giungono dalla madre e dalla sorella. Nei videogiochi l’ecatombe della famiglia serve non solo a giustificare la discesa nella follia di Alice, ma anche, nel secondo, a proiettarla nel lato oscuro della Londra in ascesa capitalistica, osservandone, senza l’ombrello protettivo della famiglia borghese, i meccanismi più aberranti (sfruttamento minorile e della prostituzione, manodopera abbruttita, ecc.).

alice2Infine la differente rappresentazione di Wonderland: nella versione di Burton è un reame fantasy assimilabile ad una versione edulcorata ed adolescenziale del Signore degli Anelli o a una versione iper-abbreviata delle Cronache di Narnia; nella versione di McGee, Wonderland si tramuta in Nightmareland, la landa dell’incubo che, in particolare nel secondo episodio, si fonde sempre più col mondo reale proprio perché fondamentalmente proiezione delle fantasie, dei desideri, delle paure e, da ultimo, degl’incubi di Alice. Questa differente rappresentazione di Wonderland ha effetto significativo sul finale: per Burton Alice rifiuta il banale ruolo di moglie devota per inseguire in modo rivoluzionario, trattandosi di una donna, i sogni suoi che coincidono con quelli del padre di aprire nuove rotte commerciali verso paesi esotici (che faranno, storicamente, la fortuna economica dell’Inghilterra); per McGee Alice ritrova la sanità mentale recuperando, attraverso le peregrinazioni e le battaglie nel mondo interiore di Wonderland, i ricordi che le permetteranno di capire chi sia il colpevole dell’incendio che le ha distrutto la famiglia. Il finale di Burton si ricollega alla sua poetica alice_in_wonderland_2fondamentalmente ottimistica nonostante i freak e le ambientazioni disturbing che mostra come anche la nuova epoca industriale/scientifica possa avere i suoi eroi e sognatori. In questo senso il finale di Alice in Wonderland si ricollega direttamente a quello di Sleepy Hollow: qua la giovane Alice parte al comando di una nave commerciale per l’ancora sconosciuta Cina pensando alle meraviglie di Wonderland, là il giovane detective interpretato da Johnny Depp torna alla metropoli portando con sé una nuova idea di scienza (di indagine poliziesca compiuta attraverso il metodo scientifico) in grado di rischiarare anche le tenebre dell’occulto e della magia. In entrambi i film il “mondo nuovo” – da un lato la sua declinazione economica, dall’altro quella scientifica – viene nobilitato da queste figure che legano la trivialità della nuova epoca alla dimensione del sogno e della magia.

Alice3aA McGee invece interessa proprio mostrare la degradazione della nuova epoca che si riflette in una qualsiasi puntata di un serial televisivo contemporaneo che tratti di assassini/stupratori/serial killer. Tale differenza di fondo si ripercuote su tutta l’opera: la spada bigralacea è un oggetto difficile da recuperare, che si otterrà solo al termine di una quest piena di pericoli ed il suo possesso consente l’accesso alla sfida col mostro finale che è prima di tutto ciò che impedisce ad Alice di prendere coscienza di se stessa, dei propri desideri e delle proprie potenzialità non solo in Wonderland ma soprattutto nel nascente impero capitalistico britannico. Nei videogiochi invece la lama vorpale è un oggetto comune (così come comuni sono le altre armi a disposizione come carte da gioco e macinapepe) perché Wonderland non è altro che la rappresentazione psichica di Alice ed i mostri che affronta non sono d’ispirazione fantasy come quelli burtoniani ma, più o meno appropriatamente, allegorici delle ossessioni e paure di Alice. Anche il gameplay basato sulla soluzione di enigmi e puzzle riflette la necessità di riordinare i ricordi e ritrovare l’equilibrio psichico. A questa finalità risponde anche un rispetto più letterale dei videogame alla prosa carrolliana fatta di giochi di parole ed enigmi logici che vengono continuamente riproposti principalmente dallo Stregatto.

tim-burton-alice-in-wonderlandIn conclusione l’interpretazione burtoniana utilizza il testo carrolliano all’interno della propria poetica tesa a leggere la contemporaneità anche sotto la dimensione magico/fantastica, mentre quella di McGee si pone agli antipodi (non casualmente proprio grazie alle affinità) sviluppando una versione iperrealista del medesimo testo mediante un’Alice dark, la cui oscurità nel variopinto Wonderland è come un faro per svelare il cuore di tenebra della società, una sorta di thriller junghiano declinato in forma videoludica. Una versione, quella di McGee, molto distante dal fantastico mondo immaginato da Tim Burton ma che forse, nelle mani giuste, non disdegnerebbe di stargli, anche cinematograficamente, a fianco.

Immagini da:
– Alice: Madness Return
– illustrazioni di John Tenniel per l'originale carrolliano
– American McGee's Alice
– Alice in Wonderland di Tim Burton

Advertisements

settembre 26, 2011 - Posted by | alice, cinema, videogiochi

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: