ossessionicontaminazioni

vg, musica, cinema, libri…

Rapture, il liberismo e la crisi della società

Bioshock è uno dei fenomeni videoludici che maggiormente hanno saputo sollecitare l’immaginario dei videogiocatori con un mondo virtuale intrigante: Rapture, una città sottomarina completamente autonoma fatta costruire dal magnate americano Andrew Ryan negli anni ’50 del secolo scorso per sfuggire ai soprusi che a suo modo di vedere la religione, la collettività sovietica e lo stato americano ponevano al genio e alla libera impresa.

Fin dalla prima volta che scendiamo a Rapture, nel primo videogioco del 2007, rimaniamo incantati dallo splendore art nouveau subacqueo della città. Splendore che si abbina alla decadenza della città razziata da folli ricombinanti tra cui dobiamo muoverci come un Pollicino steampunk che, al posto delle molliche di pane, segue la traccia lasciata dalle registrazioni dei vari personaggi senzienti ancora presenti a Rapture tra cui, nel primo episodio, il suo fondatore Andrew Ryan. Nel secondo videogioco (uscito nel 2010), per quanto sviluppato senza il supporto di Ken Levine, principale responsabile dell’ideazione del primo Bioshock, ci ritroviamo nella Rapture di fine anni ’60, in un mondo in cui l’utopia liberista di Ryan è stata spazzata via dalla follia dei ricombinanti da una parte e dalla ortodossia psico-religiosa creata dalla psicologa Sophia Lamb. In particolare il massimo splendore e la caduta di Rapture sono dovuti alla scoperta dei “plasmidi” ricavati inizialmente da una sorta di lumaca sottomarina. I plasmidi permettono di ricombinare a piacere il proprio corredo genetico in modo da consentire lo svilupparsi nel singolo individuo di potenzialità super-umane. Uomini e donne in grado di emettere scariche elettriche, palle di fuoco o di telecinesi possono essere utili alla società, ma anche assai pericolosi, specialmente se i plasmidi sono una vera e propria droga che da assuefazione e crisi d’astinenza.

A mostrare la genesi di Rapture, nei due videogiochi usciti finora sempre solo accennata indirettamente tramite dialoghi ed audiodiari recuperati dai protagonisti, provvede John Shirley nel suo romanzo appena tradotto da Multiplayer.it Bioshock. Rapture. John Shirley è stato uno dei grandi autori del cyberpunk con romanzi come Il rock della città vivente (ripubblicato anche col titolo La musica della città vivente, ma entrambi i titoli non rendono la bellezza dell’originale City Come A-Walkin’), ma oggi le sue produzioni narrative prediligono il non sempre troppo interessante panorama dei tie-in filmici-videoludici. Ne è un esempio la novelization di Doom, il film tratto dal famoso videogioco. Forse l’elemento più interessante di quel libro era il riferimento di Shirley ai Sado-Nation, gruppo punk di Portland di cui è stato negli anni ’70 il cantante (e la passione per il rock non è terminata dato che ha scritto testi per i Blue Oyster Cult). Certo anche Bioshock. Rapture non si distingue dalla media dei tie-in e delle novelization. In questione con Bioshock. Rapture non è tanto nell’abilità narrativa – indiscussa – di Shirley, quanto piuttosto nel suo distaccarsi dal mood narrativo dei due episodi videoludici. Sia in Bioshock che in Bioshock 2 infatti come protagonisti della storia siamo chiamati, oltre che ad uccidere ricombinanti, a svelare un mistero. In Bioshock si tratta del motivo della nostra presenza – apparentemente casuale – a Rapture. In Bioshock 2 il mistero è la nostra stessa esistenza dato che – come prototipo di Big Daddy, una sorta di cyborg progettato per proteggere le bambine nei cui stomaci sono impiantate le lumache marine che producono la sostanza necessaria all’attivazione dei plasmidi – ricordiamo la nostra morte ben dieci anni prima ad opera di Sophia Lamb. In Rapture di Shirley invece la narrazione è sostanzialmente lineare e viene a malapena movimentata dall’essere una narrazione corale che si sposta sui vari protagonisti, tra i quali uno fra i principali è Bill McDonagh, un idraulico competente ed onesto in cui Andrew Ryan vede, peraltro correttamente, uno dei tasselli fondamentali della costruzione della città sottomarina. Molto più interessante invece il personaggio di Frank Fontaine. Il Frank Fontaine di Rapture non è il Frank Fontaine originariamente fornitore di pesce per gli operai incaricati della costruzione della città sottomarina, ma un criminale – Frank Gorland, ma anche quello è uno pseudonimo – che ha preso il posto dell’originale fiutando il potenziale criminoso della situazione. Il bello è che narrativamente poco più che un compendio per gli appassionati del videogioco, Rapture di Shirley diventa un’occasione inattesa per riflettere sul liberismo economico che costituisce l’ideale di Ryan tanto quanto dei nostri politici attuali (più o meno quasi tutti montianamente convinti che, salvo qualche correttivo qua e là, il mercato libero da lacci e lacciuoli possa risolvere qualsiasi crisi). Ryan, fuggito dalla rivoluzione bolscevica si crea un impero economico negli Stati Uniti, perfetto self made man, solo per giudicare eccessivamente asfittica anche l’aria politica statunitense che, se non soggiace all’ideale collettivista, si piega comunque alla ragion di stato di Washington ed alla religione. Per evitare ciò, e per creare una sorta di Vault antiatomico sottomarino all’inizio della Guerra Fredda, Ryan idea e fa costruire Rapture sul fondo dell’oceano Atlantico (e la cosa dovrebbe ricordare anche Atlantide…): una città dove le uniche leggi vigenti sono la proibizione di nuocere agli altri e quella di lasciare Rapture. Ogni iniziativa privata è libera nella convinzione che gli individui più forti riusciranno comunque a prevalere. E chi prevale non a caso è il criminale Frank Fontaine che con i proventi del contrabbando di libri e cibarie provenienti dal mondo esterno fonda la Fontaine Futuristics che produce, grazie a due scienziati licenziati proprio da Ryan per gli esperimenti non proprio ortodossi che conducevano direttamente sulle persone, la nuova potente droga di Rapture: i plasmidi. Mentre la gente qualunque si impoverisce sempre di più perché, senza un coordinamento ed un investimento centrale, la sua economia, esattamente come la nostra, entra in recessione, di conseguenza  aumenta esponenzialmente la criminalità grazie anche alla presenza disturbante della droga e dei superpoteri incontrollabili che procura. Per far fronte alla cosa Ryan è costretto a trasformare la dittatura del libero mercato in dittatura tout court (e proprio a noi adesso, ancora più che agli americani, la svolta narrativa dovrebbe farci riflettere), con tanto di progrom, squadre della morte, coprifuoco ed esecuzioni sommarie. Ma ancora una volta è proprio il volto criminale della società ad avere la meglio non facendo fatica a smascherare l’ipocrisia della posizione di Ryan, ossia del potere al comando, nascondendosi tranquillamente dietro la maschera di salvatore della plebe.

L’importanza di Bioshock nel panorama dell’immaginario videoludico è testimoniata infine non solo dall’imminente uscita del terzo episodio, dove Ken Levine riprende in mano la sua creatura promettendo una completa riscrittura (dalla città che incarna l’utopia del libero mercato alla metropoli celeste che realizza le idee dell’indipendenza americana) ma anche da un altro libro, stavolta non un testo di narrativa ma di critica videoludica: Bioshock. In nome del padre di Filippo Zanoli (Unicopli). Zanoli compie un’approfondita disamina dell’opera videoludica mostrando come essa possa stare tranquillamente alla pari di altre opere artistiche contemporanee.

[da Suono di giugno 2012]

Annunci

luglio 11, 2012 - Posted by | bioshock | , ,

1 commento »

  1. […] Via ossessionicontaminazioni.wordpress.com […]

    Pingback di RWarez 26 increíbles paisajes que comprueban que los videojuegos son un arte » RWarez | agosto 17, 2013 | Rispondi


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: