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DUBAI: LA SABBIA ED IL COMPLOTTO

specops_cityvista_1920x1080The Line, ultimo discendente sella serie di shooter in terza persona Spec Ops ci porta in una Dubai del prossimo futuro sconvolta dalle tempeste di sabbia e dalle trame oscure di un redivivo Colonnello Kurtz.

Jimi HendrixDeep PurpleBjorkKula ShakerMogwayAlice In Chain: sono solo alcuni degli artisti le cui canzoni vanno a comporre il soundtrack di Spec Ops The Line, nuovo videogioco (shooter in terza persona) sviluppato dalla tedesca Yager e distribuito da 2K Games per PC, PS3 e Xbox360. In particolare la versione hendrixiana dell’inno americano campeggia, assieme ad una bandiera capovolta, nella schermata d’accesso al gioco a guidarci in questa versione videoludica del Cuore di tenebra conradiano. E, nel caso qualcuno non cogliesse il riferimento, il deus ex machina della vicenda si chiama proprio Konrad: per la precisione Colonnello John Konrad del 33. Battaglione che, apparentemente per aiutare i superstiti di Dubai, colpita da una serie interminabile di immani tempeste di sabbia. Ma al 33. giunge un messaggio radio di Konrad che informa che l’evacuazione è stata un insuccesso e ci sono intollerabili perdite civili. Viene inviata a recuperare Konrad una squadra composta dal tenente Alphanso Adams, dal sergente John Lugo e al comando il capitano Martin Walker, in debito personale nei confronti di Konrad che lo aveva salvato a Kabul. Ma ben presto la missione si rivela decisamente più complicata di quanto inizialmente previsto, non solo perché Dubai è piena di ribelli ostili alla squadra di Walker, ma soprattutto perché Konrad non è semplicemente andato ad aiutare dei civili dalle terribili tempeste di sabbia, ma ha tentato di instaurare sui superstiti un proprio “governo d’emergenza” a cui si è ribellata una parte della sua stessa squadra, con la formazione di due fazioni a cui si va ad aggiungere quella costituita dai ribelli locali, che sono tuttavia organizzati e guidati dalla CIA contro entrambe le altre fazioni. Walker, conscio del proprio debito di gratitudine nei confronti di Konrad (e i suoi due compagni per la fiducia che ripongono nel loro comandante) combatte in difesa del Colonnello, ma dovrà nel corso del gioco, per tramite del giocatore, compiere scelte difficili.

ss_14_xlSpec Ops The Line è l’ultimo di una discreta serie di shooter iniziata nel 1998 e di cui tuttavia si erano perse le tracce da almeno una decina d’anni (il precedente titolo, Airborne Commando, risale infatti al 2002) e che ritorna utilizzando un mix di temi oggi particolarmente di moda uniti in una trama ispirata al capolavoro conradiano (e coppoliano). I temi sono: il degrado ambientale e il complotto terroristico. Il degrado ambientale si esplica in grandiosi scenari dove osserviamo la skyline dei grattacieli di Dubai semisommersi dalla sabbia che ci riportano ad un gioco recente come I Am Alive dove la costa occidentale degli Stati Uniti è sconvolta da continui terremoti e le città coinvolte, dopo lo sgombero della maggior parte dei civili diventano il covo semiprecario di bande di predoni. Per il complotto terroristico invece i titoli a cui guardare sono i best-seller assoluti di quest’era videoludica ovvero le serie Call of Duty: Modern Warfare e Battlefield. In entrambi guerre su scala mondiale sono scatenate dalla “volontà di potenza” americana e occidentale rispetto alla quale il terrorismo internazionale risulta nient’altro che il braccio armato e palese degli intrighi sotterranei degli esportatori di democrazia.

ss_15_xlDa un punto di vista prettamente ludico Spec Ops The Line, sviluppato con l’Unreal Engine che permette discreti effetti grafici ma livelli di ampiezza limitata, non è eccelso soprattutto per certa ripetitività delle meccaniche di gioco (furiosi assalti, pause di ricognizione, altri furiosi assalti, ecc.) non sufficientemente compensate dagli elementi tattici: i compagni a cui assegnare sostanzialmente il solo compito di quale bersaglio attaccare e l’ambiente ostile che può essere sfruttato anche a proprio vantaggio (utilizzando contro i nemici le sacche di sabbia formatesi sugli edifici) o danno (come l’impossibilità di dare ordini ai compagni durante una tempesta di sabbia). Le mappe multiplayer (disponibili all’inizio solo le opzioni giocatore vs. giocatore mentre mappe cooperative saranno offerte in seguito) da sole non migliorerebbero di tanto l’offerta, tenendo anche conto della concorrenza di titoli come Gears of War. Quello che spinge a completare il gioco pertanto non sono le sue meccaniche prettamente ludiche, ma proprio l’appeal della storia, il pathos dell’ambientazione (a cui contribuiscono anche le oculate scelte per la colonna sonora) dimostrando non fondato il rilievo che continua ad arrivare da alcuni ludologi che questi sarebbero elementi inessenziali dei videogiochi. È il caso, ad esempio, di Emilio Cozzi che, sul Sole 24 Ore del 29 aprile 2012 torna a minimizzare l’elemento narrativa nel medium videoludico sostenendo che non sia questo il motore dell’attività ludica del giocatore ma esclusivamente lo “scopo di acquisire informazioni sul mondo ludico per dominarne le regole e arrivare alla vittoria, o comunque per prolungare il più possibile la partita“. Ma, ridotto a questo, Spec Ops The Line (e molti altri titoli, anche più incisivi) sarebbe ben poca cosa.

Anche questa recensione è stata preparata per Suono su richiesta del co-direttore Max Stefani ma  pubblicata.

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dicembre 27, 2012 - Posted by | spec ops, videogiochi | ,

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