La New York 2.0 del 2047 in piena Crysis. Di terza generazione

crysis_3_-_field_-_12-6-12_c_jpg_1400x0_q85La Crytek, fondata in Baviera, è una tra le più note società di sviluppo di videogiochi europee grazie a pietre miliari videoludiche come Far Cry del 2004 e a Crysis del 2007. Oggi – praticamente subito dopo la notizia ufficiale che dall’anno prossimo sarà disponibile la Playstation 4, ovvero la seconda delle console nextgen dopo Wii U già disponibile sul mercato (anche se la console Nintendo non vuole competere con la prossima Sony e con la ventura Microsoft sul campo in cui come vedremo eccelle Crytek) – rende disponibile il terzo episodio di Crysis mettendo in dubbio la necessità di una nuova generazione di console. Perché il campo in cui Crytek eccelle è sicuramente quello grafico, sia per quanto riguarda la ricchezza di dettagli dei mondi che crea, sia per quanto riguarda la robustezza, la flessibilità, la velocità del “motore” che li fa funzionare. Da Far Cry a Crysis 3 abbiamo visto 3 versioni di questo motore, il CryENGINE. Ed è con orgoglio di chi è consapevole dei risultati raggiunti che in apertura di Crysis 3 Crytek annuncia che questo gioco è stato non sviluppato (developed) ma “raggiunto” (achieved detto di un successo) grazie al CryENGINE 3 (prodotto da Electronic Arts per PC, sui cui si vedono i migliori risultati se supportati da un hardware potente, per Xbox360 e per PS3). E davvero il risultato è strabiliante. Lo scenario in cui veniamo catapultati è una New York del futuro (2047) dove, dopo la battaglia per la sopravvivenza del genere umano contro l’invasione degli alieni Ceph combattuta in Crysis 2 (24 anni prima nella timeline del gioco), la natura sta tornando a prendere il sopravvento sulle costruzioni abbandonate dall’uomo. Il tutto protetto da una cupola sintetica, il Liberty Dome che segna la versione 2.0 della più famosa metropoli americana.

crysis_3 (1)La trama non è mai stato il punto forte della saga di Crysis e lo dimostra fin dalla cinematica iniziale quando non capiamo se il supersoldato che andremo ad impersonare, Prophet, è il compagno di squadra di Psycho (come dimostrerebbe il cameratismo tra i due) o Alcatraz, il soldato che ha ricevuto la tuta dal Prophet originale in Crysis 2 prima che lo stesso morisse. Nonostante i bachi logici, la rappresentazione di una New York ridotta a risorsa energetica per dominare il mondo da parte della multinazionale paramilitare CELL è inquietante: la CELL ha approfittato della sconfitta dei Ceph per utilizzare la loro avanzatissima tecnologia di produzione dell’energia e rendere obsoleti tutti gli altri sistemi e compagnie di produzione. La CELL, come qualsiasi pusher, ha fatto piazza pulita di concorrenti regalando l’energia gratis per poi imporre le sue condizioni a tutti poteri del mondo. Ma quello che Prophet sa dai suoi incontri fin troppo ravvicinati con le menti aliene è che i Ceph sono tutt’altro che sconfitti e che CELL sta sfruttando per produrre energia nient’altro che il Ceph Alpha, in attesa del momento propizio per rigettare sulla Terra le sue armate.

Crysis 3 è in single player significativamente più breve degli altri due episodi ma offre in cambio, oltre alla grafica migliore tra tutte quelle viste fino ad oggi su qualsiasi piattaforma di gioco (forse compresi i video promozionali di quelle che ancora devono arrivare), due sostanziali innovazioni: l’arco composito e la modalità multiplayer Hunter. La prima definisce perfettamente come questo terzo episodio sia pensato maggiormente rispetto al passato per dinamiche stealth: è un’arma per la quale abbiamo a disposizione solo 9 frecce normali e 3 frecce esplosive o con potenziale elettrico. Tutte le frecce hanno però un effetto devastante: quelle “normali” hanno l’effetto “one shot one kill” coi nemici umani e possono essere recuperate dai cadaveri o comunque da dove si sono cacciate se abbiamo fatto cilecca (localizzandole mediante la funzione scanner della nanotuta), mentre con le altre possiamo anche eliminare nemici coriacei come alieni corazzati o elicotteri. La modalità Hunter prevede la presenza di 16 giocatori di cui 14 soldati CELL e due cacciatori dotati di nanotuta con energia illimitata (in singolo è invece limitata e occorre tenerne conto nelle tattiche utilizzate contro i numerosi nemici che ci troviamo di fronte) e 20 frecce. I soldati hanno a disposizione assieme alle armi le granate EMP che sovraccaricano la tuta e rivelano i cacciatori, ma ogni volta che muoiono “rinascono” sotto forma di cacciatori fino a che tutti i soldati (o tutti i cacciatori) sono eliminati. Oltre a questa modalità sono presenti anche altre più standard come deathmatch da soli o in squadra e le varie modalità a missione d’attacco/difesa. Molto curate anche le mappe del multiplayer, ampie e ricche di passaggi ed anfratti tanto che ci si dovrà giocare a lungo per riuscire a padroneggiarne il territorio.

crysis3_12_freccia_crysis3_videogiochiMa il vero protagonista del gioco è la New York 2.0 racchiusa dal Liberty Dome, i suoi palazzi in rovina invasi dalla vegetazione, le sue piazze e i suoi parchi trasformati in lande in cui l’erba alta che ondeggia al vento nasconde insidiose pericoli alieni, le sue fogne trasformate in rifugio per chi si ribellato a CELL e in mezzo a tutto ciò il supersoldato Prophet, sopraffatto dalla genetica aliena nella sua tuta, sembra, più che l’ago della bilancia, un burattino impazzito nella tempesta in cerca prima di tutto della propria umanità.

 

pubblicato su Alias del 09.03.2013

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