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STREGHE MALEFICHE E MARCHI ALIENI

dead-space-catalyst_coverBrian Evenson ha iniziato la propria carriera di scrittore nel 1995 col romanzo Altmann’s Tongue col quale si è fatto scomunicare dalla setta dei Mormoni a cui apparteneva e cacciare dalla Brigham Young University a causa delle lamentele di una studentessa per la violenza disgustosa ed ingiustificata a suo parere ivi contenuta. In seguito ha scritto romanzi e racconti che sono stati paragonati a Poe, Ballard, Borges e Cormac McCarthy. Purtroppo in Italia possiamo leggere solo un suo romanzo: La colpa (ISBN, 2007). Anzi quattro: perché se la sua produzione “ufficiale”, quella per cui ha vinto vari premi, latita in traduzione italiana, lo stesso non si può dire per i suoi progetti collaterali, di natura seriale, per cui ha scelto lo pseudonimo di B. K. Evenson. Si tratta di romanzi dedicati a serie videoludiche e cinematografiche come Aliens, Dead Space, ecc.

Praticamente in contemporanea sono usciti in Italia ben due romanzi a firma B. K. Evenson: uno dedicato alla serie videoludica di Dead SpaceDead Space. Catalyst (Multiplayer.it, € 15) – e la novelization, firmata assieme a Rob Zombie, dell’ultimo film di quest’ultimo: Le streghe di Salem (Newton Compton, € 9,90). Nonostante questo sia formalmente firmato a quattro mani, è possibile individuare lo specifico apporto di Evenson sia “sottraendo” quanto nella cifra stilistica del film in cui invece soggetto, sceneggiatura e regia sono tutti attribuibili a Rob Zombie, sia confrontando Le streghe di Salem con Dead Space. Catalyst. L’abilità di Evenson è di costruire ambientazioni e complessi arabeschi psicologici che progrediscono dall’inquietante al terrificante. Per certi versi il compito risulta ad Evenson più facile con Dead Space nonostante la fedeltà al mood ed agli elementi caratteristici dei giochi. Già nel precedente romanzo, Martyr (uscito sempre per Multiplayer.it nel 2010), Evenson aveva saputo stupire mostrando un prequel in cui assistevamo alla nascita della Chiesa di Unitology fondata da un lato sulla credenza che il misterioso monolite sepolto nelle profondità dell’oceano e che causa prima la follia e poi la resurrezione dei morti in forma di mostri sia in realtà un emissario divino e dall’altra che il geofisico Michael Altman – in realtà tra i primi a tentare di mettere in guardia contro i poteri malefici del Marchio e della volontà di sfruttarli da parte delle multinazionali militari – sia il profeta della nuova religione. Il nuovo Catalyst è un seguito in fondo solo per uscire dopo Martyr, dato che non ha collegamenti diretti col primo. Ambientato 250 anni nel futuro narra la storia di due fratelli, uno dei quali fortemente “problematico”, che viene strumentalizzato ed indotto ad un assassinio politico. Il fratello più giovane, sentendosi responsabile, fa di tutto per trovarlo, ma il loro incontro potrà avvenire solo su un lontano pianeta-prigione i cui prigionieri diventano cavie per la creazione di un nuovo Marchio ottenuto dai dati della distruzione del primo. Fin dall’accurata descrizione della malsicura colonia spaziale in cui all’inizio i due fratelli crescono e vivono, Evenson c’immerge in un’angoscia acuita non tanto dallo stato di sofferenza di Istvan, il fratello problematico, quanto piuttosto dai sensi di colpa di Jensi per non saperlo adeguatamente accudire e proteggere dal mondo e da se stesso. L’incontro finale sarà sul pianeta-prigione, tra un Istvan completamente trasfigurato dal Marchio che in qualche modo perverso sfrutta la sua follia per estendere il suo potere su tutti gli esseri umani sul pianeta, e un Jensi che ha abbandonato tutto pur di riuscire a riunire la famiglia.

lestreghedisalemSu Le streghe di Salem invece il discorso è necessariamente più complesso perché Evenson non ha la libertà di elaborare una variazione personale sul soggetto di Robert Bartleh Cummings, meglio noto come Rob Zombie. E lo si nota in particolare nel finale in cui la narrazione diventa più convulsa e frettolosa. Tanto da dimenticare per strada alcuni elementi quale ad esempio la sorte di Steve, il cane della protagonista, a cui pure Evenson durante lo sviluppo della storia ci aveva fatto affezionare. Il romanzo evensoniano, per buona parte, più che una storia di streghe, è la storia di una giovane donna, Heidi, dj radiofonica ed ex tossica, che progressivamente torna a sprofondare nel gorgo della droga, e dei suoi colleghi che si preoccupano per lei, andando anche oltre l’amicizia professionale. Le “Streghe” misteriosa band la cui musica proposta dalla radio di Salem – la città del Massachusset tristemente celebre per i processi alle streghe del XVII secolo – ipnotizza il pubblico femminile fino a renderlo sanguinosamente folle, è una sorta di amplificatore del disagio di Heidi: ne sottolinea attraverso gl’incubi mostruosi la china già presa fin dall’inizio con alcol e sonniferi. Ma poi ovviamente le esigenze di copione hanno il sopravvento determinando la decisa svolta splatter (non che nei romanzi dedicati a Dead Space manchino tali momenti, ma sono sempre destinati ad amplificare l’angoscia non a sbocco della stessa) e soprannaturale con tanto di sabba demoniaco finale. E in ciò vediamo evidentemente più Zombie che Evenson, più la macabra visionarietà del primo che, già ai tempi dei White Zombie, innovativa band metal da lui guidata dalla metà degli anni ’80 fino alla fine del secolo scorso, prediligeva aspetti macabri ed horror che confluiscono nei suoi film in una forma in cui la narrazione è secondaria agli effetti in cui si unisce l’amore nostalgico per i B-movie e per i fumetti splatter unito a una iconoclastia a volte feroce e con una non celata passione per il porno. Non è un caso che questo Le streghe di Salem – in inglese Lord of Salem – sia in origine una canzone dell’album Educated Horses del 2006 il cui video mostrava un cattivissimo cacciatore di streghe che seviziava ed uccideva streghe sia vecchie ed orripilanti che giovani e avvenenti. Da lì parte anche Le streghe di Salem e la protagonista, ultima discendente diretta d’uno di quei cacciatori, è la vittima designata della vendetta delle streghe trucidate. Ma, come già accennato, il calembour satanico, l’effettistico labirinto di stanze maledette riesce stonato alla laboriosa trama che opprimeva l’esistenza di Heidi e di noi lettori in lei immedesimati.

Ma tutto questo insistere sul maledire la Chiesa reale (Le streghe di Salem) o immaginaria (Dead Space) dev’essere tutto sommato piacevole per Evenson che ripaga così le traversie passate.

pubblicato su Alias del 1° Giugno 2013

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giugno 2, 2013 - Posted by | dead space, horror, rob zombie | , , ,

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