ossessionicontaminazioni

vg, musica, cinema, libri…

LA MORTE DEL VIDEOGIOCO E GTA V

166350Ha sicuramente le sue ragioni Emilio Cozzi quando, nei suoi editoriali su Eurogamer , fa la “Cassandra” del settore videoludico dichiarandone la fine prossima: infarcito di titoli colossali per cui le major investono più in PR che non nello sviluppo vero e proprio (Cozzi, nel suo articolo Un bel party sul Titanichttp://www.eurogamer.it/articles/2012-12-16-un-bel-party-sul-titanic-si-ma-perche-articolo – sottolinea ad esempio come 200 dei 240 milioni di dollari investiti nella realizzazione di Call of Duty: Modern Warfare 2 siano stati spesi per il marketing), disseminato di opere sui cui spendono i propri elogi fior fiore di testate specializzate e non, ma che non riescono a raggiungere il pareggio tra spese ed incassi (sempre il citato articolo di Cozzi menziona in tale categoria L.A. Noir e Prototype 2). Come ai dinosauri lenti e grossi sono sopravvissuti i più piccoli ed adattabili mammiferi, Cozzi pronostica che al tonfo del settore videoludico mainstream rimedieranno i giochi “indie”, quelli a basso budget (e spesso ad alto tasso di idee), distribuiti in maniera indipendente e spesso pubblicizzati attraverso il passaparola sui social-network o sui blog dei geek del settore.

Nonostante tale analisi sia estremamente sensata ed abbia buone probabilità di avverarsi, per oggi l’industria videoludica mainstream le fa “marameo” coi risultati di vendita del nuovo Grand Theft Auto 5 (anche GTA V): è del 30 settembre la news rilasciata dalla divisione italiana della GfK, società leader a livello mondiale nelle ricerche di mercato, secondo la quale nella sola Italia, nella prima settimana, GTA V abbia venduto più di 300 mila copie per un fatturato superiore a 200 mila euro. Senza contare che, a livello mondiale, GTA V ha fatturato, nei primi tre giorni di vendite, 1 miliardo di dollari. Traguardi, entrambi, mai raggiunti prima da nessun altro titolo videoludico.

Ovviamente occorre anche considerare che si tratta del nuovo capitolo (che tutti, anche i non particolarmente appassionati, aspettavano) della serie di punta della Rockstar, la serie su cui la casa di produzione e il suo fondatore e presidente Sam Houser hanno sempre investito tutto il possibile in risorse ed attenzione anche mediatica. Non sempre del resto con risultati positivi, come ricorda il libro di David Kushner Wanted: la storia criminale di Grand Theft Auto (Multiplayer.it, 2012): le cause legali che Houser e la Rockstar hanno dovuto affrontare, le pressioni politiche per l’adozione o l’inasprimento delle leggi sulla vendita dei videogiochi a (presunta) tutela dei minori, la rabbia degli stessi fan per il “caso” Hot Coffee ovvero sequenze (blandamente) pornografiche presenti nell’episodio San Andreas, nascoste nella versione commercializzata ma rivelate da una patch distribuita da hacker contro cui Houser si è improvvidamente scagliato per cercare di evitare le sanzioni (il rating Adult Only e la conseguente uscita da molti canali distributivi di massa).

RSG_GTAV_Screenshot_284Nonostante tutti gli errori commessi, ancora una volta con GTA V Rockstar e lo stesso Houser, che non solo dirige la società, ma ha contribuito all’ideazione stessa del gioco, spingono in avanti i limiti e l’immagine stessa del videogioco: non più esclusivamente intrattenimento per i più piccoli o per adolescenti che rifiutano di crescere, ma un’opera complessa, adulta. Adulta anche negli eccessi che rimandano in qualche modo al cinema di Tarantino per l’iperviolenza presente (anche a sfondo sessuale) e per il continuo e spesso subissante (soprattutto quando tentiamo contemporaneamente di guidare e di leggere i sottotitoli – dato che l’audio è esclusivamente in inglese, e per di più un inglese infarcito dei vari slang delle gang che popolano l’area di Los Angeles idealmente trasfigurata nella Los Santos del gioco) chiacchericcio dei personaggi, tutt’altro che inessenziale trattandosi spesso di gustosissimi retroscena che ne contribuiscono fortemente a delineare la psicologia (come quando i neri Franklin e Lamar discutono della grandezza del posteriore di qualche conoscente dandosi a vicenda dello “sporco negro” o quando Michael parla col figlio lagnandosi del fatto di avere una progenie tanto stupida: il figlio si fa rubare lo yatch del padre tentando di venderlo di nascosto per raggranellare denaro sufficiente a comprarsi una nuova auto). Ma è nel personaggio di Trevor che si raggiunge l’apoteosi dello spirito del gioco. La prima volta che lo incontriamo (dopo il prologo di una rapina – apparentemente – fallita) sta scopandosi la fidanzata di Johnny, membro di una gang di motociclisti. Sorpreso da Johnny che, abbastanza comprensibilmente, si lagna della cosa, Trevor s’incazza e lo ammazza a calci in faccia per poi andare a sterminare la gang di motociclisti onde questi non possano vendicare la morte del compagno e Trevor possa eliminarli dalla lista di competitor all’attività di spaccio e contrabbando di armi che sta con discreto successo intraprendendo nella zona rurale a nord di Los Santos.

v_jimmy_1920x1080Il bello di GTA V è che si tratta di un titolo che piace sia a chi cerca un gioco con un convincente background narrativo (che vede tornare a confrontarsi i due ex complici Michael e Trevor: il primo sotto protezione per l’FBI con tanto di villa e famiglia ma che non disdegna il ritorno al crimine facendosi aiutare dal giovane Franklin a cui fa da tutor; Trevor, decisamente psicopatico, che si vuole vendicare su Michael) sia a chi della narrazione in un gioco non sa che farsene e vuole esclusivamente correre in auto e sparare ai cattivi. A parte che oltre a ciò in GTA V si può fare un’esagerazione di altre cose, da guidare qualsiasi tipo di altro veicolo (anche aereo o acquatico) a giocare in borsa, dal palpeggiare una spogliarellista a giocare a tennis, dall’andare sull’ottovolante al farsi un’acconciatura alla moda. Senza menzionare la sezione online che, appena lanciata mentre si scrive (e con problemi ai server), vuole proporsi come mondo online dinamico e persistente per 16 giocatori che condivide le caratteristiche di gioco, la geografia e le meccaniche con GTA V ma che continuerà ad evolversi ed espandersi dopo il lancio grazie a nuovi contenuti creati da Rockstar.

Il mondo dei videogiochi così come lo conosciamo è forse destinato a soccombere sotto la sua stessa ipertrofia, ma oggi, ancor prima che arrivi la next gen di console, abbiamo un titolo destinato a rimanere come pietra miliare – artistica ed economica – nella storia del medium.

 

 pubblicato su Alias del 19 ottobre 2013
Advertisements

ottobre 19, 2013 - Posted by | gta, videogiochi | , , , ,

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: