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Io, Jedi: un videogioco di carta

io-jedi-ita-v1Le edizioni Multiplayer.it stanno con sempre maggior frequenza pubblicando i romanzi dedicati all’universo di Guerre Stellari, non solo quelli recenti legati prevalentemente agli ultimi successi videoludici della saga di Knights of the Old Republic (BioWare, 2003) ed ambientati nella “vecchia” Repubblica (in un periodo da 25.000 a 1.000 anni prima gli eventi descritti in Star Wars IV: A New Hope cioè il primo dei film girati da George Lucas), ma anche quelli legati alla trilogia originale ed usciti in edizione originale ormai da qualche anno, come Io, Jedi di Michael A. Stackpole, pubblicato per la prima volta in inglese nel 1998.

Stackpole arriva a Star Wars dopo aver collaborato ad altri universi ludico-fantastici come quello di BattleTech e, oltre ad Io, Jedi, è autore di altri romanzi per le sotto-serie dedicate a X-Wing e The New Jedi Order oltre che autore di sceneggiature di fumetti.

Io, Jedi però, per quanto sia un romanzo dedicato sostanzialmente non solo agli appassionati di Guerre Stellari, ma ancor più precisamente ai fan dell’universo espanso generato dalla saga cinematografica oltre i suoi confini mediali, è sicuramente un’opera pregevole e destinata non solo ad incuriosire ma a deliziare il fan intelligente. Questo perché si distacca stilisticamente dalle modalità narrative usuali e, grazie alla sua originalità riesce ad essere una sorta di giro in ottovolante su tutto l’universo starwarsiano e non solo. La peculiarità stilistica è la decisione di abbandonare il punto di vista molteplice attraverso cui vengono narrate le altre storie della saga (ivi comprese le originarie opere cinematografiche) per adottare un punto di vista in prima persona che segue l’unico protagonista della storia dall’inizio alla fine del romanzo. Se da un lato questa potrebbe parere una debolezza, Stackpole trasforma l’handicap in punto di forza facendo sì che il suo romanzo sia una sorta di diario di formazione del protagonista che passa dall’essere il pilota di punta della squadriglia Rogue ad apprendista Jedi nell’Accademia fondata da Luke Skywalker ad infiltrato nella più pericolosa banda di pirati galattici. Non solo, Stackpole riprende gli eventi precedentemente narrati da Kevin J. Anderson nella sua trilogia dell’Accademia Jedi (tradotti in italiano da Sperling & Kupfer: Sulle orme dei cavalieri jedi, 1996; Il discepolo del lato oscuro, 1996 e I campioni della Forza, 1997) e li ripropone da un punto di vista diverso, che contribuisce a chiarire ulteriormente l’evoluzione del confronto tra Luke Skywalker e i suoi apprendisti col signore oscuro dei Sith Exar Kun, morto ma pure ancora estremamente potente e pericoloso.

Il protagonista della storia di Stackpole è Corran Horn, valente pilota corelliano che vede la propria moglie improvvisamente rapita dalla inafferrabile banda di pirati guidata da una giovanissima e bella quanto pericolasa Leonia Tavira, Ammiraglio imperiale alla guida di uno Star Destroyer protetto da misteriosi guerrieri che sembrano predire l’attacco delle forze della Repubblica. Horn dapprima decide, per liberare la moglie, di apprendere le vie della Forza in cui egli è comunque versato, grazie al nonno, già cavaliere jedi per la vecchia Repubblica, ma poi, di fronte alle incertezze di Luke, alla minaccia di Exar Kun – che pure contribuisce a debellare -, ed alla defezione del giovane e potentissimo Kyp Durron che, sotto l’influenza di Exar Kun, distrugge un’intero sistema solare ancora fedele all’Impero, sceglie di abbandonare l’Accademia Jedi e di cercare la moglie infiltrandosi tra i pirati come già fatto in passato quando operava per la sicurezza corelliana.

JediTraineeCorranHornDivertentissima la sarabanda di personaggi che Corran incontrerà sul suo percorso, sia appartenenti alla vulgata della trilogia cinematografica, sia quelli dell’universo espanso come Mara Jade, Kyp Durron, i figli gemelli di Leia e Han Solo, ecc. Inoltre, Stackpole, sfruttando l’indecisione del suo protagonista, ci mostra sia grandiose battaglie spaziali con gran dispendio di dettagli tecnici su come guidare i vari caccia, sia emozionanti duelli a base di spade laser e di superpoteri consentiti dall’uso della Forza. In particolare Stackpole gioca col lettore inviandolo a rimandi più o meno scoperti come quando Corran Horn si trasforma in una sorta di Batman di Vlarnya, la capitale del pianeta Courkrus: di giorno pirata immerso negli agi e nelle ricchezze dedito alle bisbocce e di notte vendicatore mascherato dei soprusi condotti dalle bande di pirati presenti nella città contro la popolazione.

A differenza di altri romanzi in cui il punto di vista molteplice ha permesso la creazione di personaggi nuovi che potessero stare al passo di quelli già resi celebri dai film, Stackpole non crea comprimari particolarmente interessanti: neppure Tavira, nonostante il conflitto che provoca nel protagonista giocando coi suoi sentimenti, si stacca dallo sfondo. Questo perché la sua cifra stilistica, piuttosto che rifarsi agli “originali” cinematografici, rimanda piuttosto ai videogiochi che si rifanno alla serie. La narrazione in prima persona richiama direttamente la serie di sparatutto in prima persona inaugurata nel lontano 1995 con Dark Forces in cui impersonavamo un Kyle Katarn che, col progredire degli episodi, doveva apprendere le vie della Forza ed addirittura scegliere se propendere per il lato luminoso o se per quello oscuro. Ed il dispendio di dettagli sulla guida di caccia Ala-X o degli Artigli ottenuti modificando i TIE Fighter imperiali ci rimanda ancora più indietro, al gioco X-Wing del 1993 ed al suo seguito, TIE Fighter, dell’anno seguente, in cui dovevamo porci alla guida dei caccia simbolo da un lato della Ribellione e dall’altro dell’Impero. Un romanzo che se piacerà a tutti i fan dell’universo espanso di Star Wars, è pertanto dedicato prioritariamente a quanti di loro siano “gamers” ovvero apprezzino in modo particolare la versione videoludica della saga.

 Pubblicato su Alias di sabato 25 gennaio 2014

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gennaio 29, 2014 - Posted by | star wars | , ,

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