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COME STAR WARS HA CONQUISTATO (E CONTINUA A CONQUISTARE) L’UNIVERSO

PREMESSA: ci ho messo tanto tempo a leggere questo libro non perché sia ostico ma per motivi personali e per la compresenza di impegni lavorativi al di fuori dell’ordinario (e non è un caso che questo sia il primo post su questo blog dopo quasi tre mesi). Il ritardo con cui l’ho letto e con cui ho preparato la recensione, ha inciso in maniera deleteria sui tempi d’uscita della stessa, ormai colpevolmente troppo poco “sul pezzo”. Nonostante ciò ho tenuto la recensione stessa al caldo in un cloud privato, in attesa – chissà – di un “buco” nelle pagine con la possibilità di ripescaggio. Ma ormai è uscito anche il DVD/Bluray del nuovo Star Wars e decido che o questa recensione vede la luce ora, o non la vedrà mai più. E così eccola qui. In realtà questa recensione doveva anche essere l’occasione per dire la mia – nel modo laterale che mi è congeniale – sul nuovo Star Wars, magari con la recensione del libro dedicato alla saga sul manifesto e con un approfondimento sul film qui sul blog. Ma ormai tempo ed acqua sotto i ponti sono passati e mi limito a dare visibilità pubblica alla recensione, riservandomi, se qualcuno dei diversi che m’avevano chiesto un parere più approfondito su Il risveglio della forza avrà ancora voglia di discuterne, di tornarci su nei commenti.

 

Come-StarWars-ha-conquistato-luniverso-Copertina-11Chris Taylor, editor di Mashable (http://mashable.com) ha pubblicato, poco prima che uscisse il nuovo episodio di Star Wars, un libro (in Italia curato da Multiplayer.it) su Come Star Wars ha conquistato l’universo. Certo di libri su Star Wars ce ne sono tanti, ma indubbiamente l’interesse di quello di Taylor è di documentare come sia potuto trasformarsi da inatteso successo cinematografico a saga crossmediale che infetta trasversalmente buona parte della cultura mondiale. Taylor insegue questo compito andando a vedere la prima proiezione di Episodio IV in lingua navajo, spiando la reazione di un vecchio “windtalker” e di altri anziani che guardano il film nella loro lingua per la prima volta; seguendo la creazione della 501 Legion (di cui esiste anche in Italia una guarnigione: http://www.501italica.it) la più grande organizzazione di cosplayer dedicata a Star Wars; andando a visitare il Rancho Obi-Wan a Petaluma in California, il più grande museo al mondo di memorabilia e gadget dedicati a Star Wars (http://www.ranchoobiwan.org); andando a lezione di spada laser, seguendo la petizione alla Casa Bianca per la costruzione di una Morte Nera, analizzando la fortuna del termine “star wars” all’interno della politica reaganiana (a cui pure Lucas era avverso), seguendo la creazione dell’universo espanso grazie alla collana di romanzi tra i quali spicca la trilogia dedicata da Timothy Zahn al Grandammiraglio Thrawn o alle serie animate di Clone Wars e Rebels, intervistando attori, disegnatori, testimoni, ma soprattutto seguendo passo passo George Lucas nella formazione cinematografica, nella quasi casuale creazione del film che più di ogni altro lo ha reso celebre (e ricco) mentre voleva lavorare ad un’edizione cinematografica di Flash Gordon (i cui diritti furono invece acquistati da Dino De Laurentiis per la produzione di un film che oggi ha motivo d’essere ricordato forse solo per la colonna sonora dei Queen) e poi in qualche modo lo ha reso “schiavo” di produzioni multimilionarie mentre dichiarava di volersi dedicare a film sperimentali a basso budget.

chris taylorPer quanto il focus principale di Taylor sia l’Episodio IV – la sua genesi travagliata, il successo inatteso, la capacità di creare schiere di fan negli ambienti più insospettabili – e ad esso sia dedicato buona parte del libro, non viene dimenticato neppure il resto della saga cinematografica, ed in particolare la seconda trilogia oltre all’analisi del passaggio della saga alla Disney e di quelli che all’epoca erano solo voci sul nuovo Episodio VII. Ma è proprio sulla seconda trilogia – sugli episodi I, II e III – che Taylor scopre le carte e si mostra per quello che è: un fan della trilogia originale e soprattutto dell’Episodio IV che ha maldigerito i nuovi film e coglie ogni malcontento come segno di debolezza e di incapacità del “Creatore” di gestire in autonomia la saga che pure ha ideato (a differenza di Episodio V e VI in cui il ruolo sulla sceneggiatura è minore e la regia è affidata a “terzi”, la seconda trilogia si deve principalmente a lui a livello di sceneggiatura ed interamente a livello di regia). Pur con la mole di dati che Taylor (non troppo ordinatamente) ci presenta, e giustificando le numerose omissioni (ben poche le parole ad esempio sulla fortuna artistica ed economica dei videogiochi LucasArts) con l’impossibilità di parlare di tutto se non con un opera di proporzioni ben maggiori, il maggior difetto è la mancanza di valutazione critica nei confronti della prima trilogia, che si trasforma in una svalutazione sistematica di tutto ciò che coinvolge la seconda trasformando l’ultimo terzo del libro in una filippica contra tutto ciò che Lucas ha fatto dal 1994 (anno in cui, secondo la leggenda, iniziò a stendere la sceneggiatura per Episodio I) in poi. Dimenticando di applicare alla seconda gli stessi parchi criteri di valutazione utilizzati per la prima, in particolare l’uso del genere “space fantasy” piuttosto che quello di “fantascienza” e la riconduzione delle storie al fiabesco per cui Lucas aveva studiato in maniera approfondita il testo di Joseph Campbell L’eroe dai mille volti (pubblicato in Italia da Feltrinelli). Per questo, nella marea delle critiche in rete all’Episodio VII (ivi compresa quella dello stesso Lucas) che comunque non pare avere intaccato il successo di incassi, è interessante andare a vedere cosa Taylor pensa del nuovo film a firma Abrams. La sua recensione, che trovate qui: http://mashable.com/2015/12/16/star-wars-review/, si può sintetizzare così: “We’re back to the glory days” – siamo tornati ai giorni gloriosi. Se ce ne fosse bisogno, ulteriore segno della genialità di J.J. Abrams che è riuscito a realizzare contemporaneamente un sequel e un remake, in grado sia di deliziare i vecchi fan sia di solleticare la curiosità ai nuovi di vedere dove andrà la storia a finire.

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maggio 28, 2016 - Posted by | star wars |

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