Diario ludico di una tranquilla domenica estiva in famiglia

Ieri – domenica 30 luglio – ero a casa con i figli e nessuna voglia di abbandonare la casa con il condizionatore per andare in qualche posto assurdamente caldo. Per questo, assieme ai figli – Giulio di 14 anni e Marco di 9 – ho passato pomeriggio e sera in compagnia di giochi da tavolo. Un nuovo acquisto personale (istigato da Giulio): Terraforming Mars. Un gioco acquistato per la biblioteca e preso in prestito per il weekend: Not Alone.  Un gioco donato ad Asmodee Italia al team di International Games Day Italia e che temporaneamente è a disposizione della Biblioteca di Fiorenzuola: Looney Quest.

Abbiamo iniziato a giocare nel primo pomeriggio ed abbiamo finito a sera inoltrata (anche perché per Terraforming Mars abbiamo dovuto studiare il manuale). Terraforming Mars è un gioco che prevede la gestione di risorse con la finalità di creare un clima ospitabile sul Pianeta Rosso da parte di compagnie commerciali interplanetarie, ognuna rappresentata da un giocatore diverso. Not Alone è un gioco di carte asimmetrico in cui fino a 5 astronauti naufragati su un pianeta alieno devono evitare di venire assimilati dalla creatura indigena prima dell’arrivo dei soccorsi (asimmetrico perché i giocatori – da uno a quattro – che impersonano gli astronauti naufraghi giocano contro il giocatore che impersona la creatura). Infine Looney Quest è un gioco in cui si guadagnano punti disegnando percorsi corretti in base alle istruzioni della plancia. I giochi sono consigliati per le seguenti età: Terraforming Mars da 14 anni in su, Not Alone da 10 anni in su e Looney Quest da 8 anni in su.

Dopo oltre tre ore la classifica finale di Terraforming Mars è stata la seguente:

  1. Marco
  2. Giulio
  3. il sottoscritto.

Probabilmente il perseguire strategie troppo ampie e il tentare di tenermi aperto troppe possibilità mi penalizzano nei giochi strategici. Al contrario Marco, apparentemente troppo giovane per i meccanismi non proprio semplicissimi del gioco, puntando principalmente ad aumentare il proprio numero di crediti (non l’unica risorsa presente, ma sicuramente quella più importante), è riuscito a fare piccoli ma importanti passi che alla fine l’hanno portato in vantaggio.

Per quanto riguarda Not Alone hanno impersonato la creatura Giulio e Marco. E ogni volta la creatura ha vinto. In effetti il gioco è interessante per la sproporzione di possibilità a favore della creatura che può essere superata solo dal riuscire a collaborare efficacemente da parte dei giocatori-astronauti. In mancanza di tale collaborazione il giocatore-creatura è quasi certamente destinato a prevalere.

Looney Quest, al contrario degli altri giochi, non ha nessun aspetto gestionale/manageriale/collaborativo. Ogni giocatore deve disegnare punti e linee sul proprio schermo bianco in modo che sovrapposti alla mappa presentata centrino i bersagli e i bonus ed evitino gli ostacoli e gli elementi che danno penalità. Un gioco perfetto per i bambini e le bambine perché non richiede particolari competenze: solo spirito di osservazione e coordinamento oculo-manuale. Sarà per tutti gli anni passati ad allenarmi sui videogiochi che la mia coordinazione mano-occhio ha avuto il sopravvento su quella dei miei figli permettendomi di completare in maniera “pulita” (cioè senza subire penalità) due livelli e distaccandoli così di un gran numero di punti?

Alla fine comunque mi fa riflettere non che sia risultato il migliore nel gioco meno adatto a me, ma piuttosto che sia arrivato buon ultimo nel gioco in cui, rispetto ai miei figli, avrei dovuto meglio padroneggiare. Mi sa che rifletterò sulla questione sparando a qualche demone. In DOOM! (Sperando che, all’agognato arrivo del gioco da tavolo, non riescano a battermi anche lì)

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