Far Cry 3: un figlio di papà nella giungla tropicale

PS3_FC3_ITALPrendete un figlio-di-papà californiano con la carta di credito assieme ad alcuni amici e mettetelo su un’isola tropicale. Cosa avrete? Discoteche e alcool, snorkeling e paracadutismo, un pizzico di sesso e rivalità in salsa L’isola dei famosi. Ma, si sa, i giovani non sono famosi per la cautela, ed eccoli così spaparanzati a prendere il sole proprio sulla spiaggia vicino alla base dei pericolosi pirati che spadroneggiano sull’isola. E l’inizio di Far Cry 3 è la dimostrazione di come gli autori di videogiochi si siano appropriati del linguaggio cinematografico: le scene della vita godereccia dei ragazzi californiani si rivelano essere i video della stessa girati sul cellulare che il pirata che li ha catturati mostra loro per schernirli. Vaas Montenegro – modellato sulla splendida interpretazione dell’attore canadese Michael Mando – è lo schizzatissimo capo dei pirati che sevizia e deride i prigionieri, ne chiede il riscatto solo per prepararsi a venderli come schiavi. Ma Jason, il figlio-di-papà che impersoniamo in questo gioco, riesce a fuggire, grazie soprattutto all’iniziativa del fratello che però muore per mano di Vaas. Jason – che siamo noi stessi, dato che si tratta di uno sparatutto in prima persona – non può andarsene lasciando i suoi amici e la sua ragazza nelle mani dei pirati. Ma, per aiutarli, deve trovare degli alleati: i Rakyat, una tribù indigena in lotta per il controllo del territorio con i pirati, e Dennis che diventa il suo mentore per apprendere come cacciare e come uccidere.


Far Cr
y è sempre stato un apprezzato sparatutto in prima persona che faceva del “free roaming” (ovvero della possibilità di girare in maniera libera per tutta la mappa) uno dei propri principali punti di forza. Ma in questo terzo episodio il free roaming è coniugato ad una storia egregiamente sceneggiata che mostra come il viziato e pusillanime Jason si trasformi progressivamente in un cacciatore d’uomini assetato di sangue e di vendetta. L’intersezione tra i due piani apparentemente distanti del gameplay avviene mediante la necessità di scoprire sulla mappa aree di territorio disabilitando i dispositivi sulle torri radio predisposte dai pirati per nascondere le loro comunicazioni, e assaltare i loro covi per dare ai Rakyat il controllo del territorio circostante. È proprio mediante questa “conquista” del territorio che apprendiamo le capacità che ci servono, e recuperiamo il materiale occorrente per crearci artigianalmente fondine, zaini, pozioni curative o “energetiche”. Esperienza e materiale che ci serviranno quando Dennis ci chiamerà dandoci notizie su Vaas e/o sui nostri amici ancora prigionieri e chiedendoci di completare una delle missioni chiave per lo sviluppo della storia.

FC3_BLUR_Vaas_Gun_4kAll’inizio Far Cry 3 pare un FPS votato allo stealth ma piuttosto semplice perché non è particolarmente impegnativo sconfiggere le pattuglie nemiche fino a quando almeno, mentre ci muoviamo cauti nella vegetazione tenendo d’occhio la pattuglia o il covo che vogliamo assaltare, ci troviamo improvvisamente sotto l’attacco di un animale selvaggio che ci costringe a difenderci scoprendo così la nostra posizione. Il mix di nemici da sconfiggere e di natura selvaggia (con tanto di tigri, orsi, squali, rettili, ecc.) da tenere sotto controllo crea un mondo completo attorno a noi rendendo progressivamente l’avventura più ardua ed appassionante.

Alla modalità in single player s’aggiunge un’avvincente modalità in multiplayer cooperativo che consente, tramite il nuovo servizio online U Play di Ubisoft, di vivere, sulla stessa isola di Jason ma con personaggi differenti, l’avventura di quattro marinai che sopravvivono all’attacco di un cargo da parte dei pirati e si organizzano per sopravvivere sull’isola fino all’arrivo dei soccorsi. A questa modalità si aggiunge un editor di mappe con cui creare contenuti condivisibili.

FC3_GC2012_Leopard_Attack_nologoIn conclusione un gioco straordinario: graficamente eccellente grazie all’utilizzo del CryEngine (e osservare il panorama dalle torri radio o mentre voliamo su un deltaplano è davvero uno spettacolo mozzafiato) e contemporaneamente profondo ed avvincente, grazie alla capacità degli sviluppatori Ubisoft Montreal/Massive Entertainment/Ubisoft Shanghai – già al lavoro sulla serie di Assassin’s Creed – di unire tanti aspetti in un gioco che lungi dall’essere monotono come potrebbe apparire un FPS, diventa più intrigante ad ogni nuova missione, ad ogni nuovo territorio che andiamo a scoprire e ad esplorare.

Pubblicato su Alias (15.12.2012)