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Kaki King tra Buckethead e il Mucchio (ex Selvaggio)

mucchioAnche quest’anno ho acquistato il Mucchio (ex Selvaggio) di gennaio (inciso: pur ripromettendomi che non l’avrei più fatto considerando che dopo la defenestrazione di Max Stefani nessuno si è degnato di farmi sapere nulla, neppure John Vignola, con cui per anni ho avuto un rapporto che mi permetto di definire d’amicizia) andando immediatamente a curiosare tra gli “Oscar” musicali dell’anno appena trascorso. Ma devo dire che, esattamente del resto come accade ormai da molti anni, non solo non mi ritrovo assolutamente con le scelte dei critici del Mucchio, ma peggio nemmeno capisco le motivazioni delle loro scelte.

Qualcuno potrebbe pensare che questo sia dovuto all’essere legato – vista l’età – a musicisti del mio passato e a non essere riuscito ad aggiornarmi musicalmente. Ma l’obiezione mi sembra quantomeno opinabile dato che almeno fino all’anno scorso acquistavo quantità industriali di CD, poi, da quando la “spending review” si è abbattuta anche alla mia famiglia in seguito alla perdita del lavoro della consorte, mi sono anch’io rassegnato al download, continuando per altro a seguire le recensioni del suddetto mensile. E poi i titoli su cui posso concordare con le scelte dei critici sono in fondo proprio quelle di musica “vecchia”: il nuovo Bob Mould (pieno d’energia più di quelli esangui di tanti giovani), il nuovo Neil Young, posso capire – anche se io l’avrei lasciato fuori – il nuovo Bob Dylan. È sulle cose nuove che non mi tornano i conti. In realtà qualche nome che condivido c’è: l’ultimo degli Orbital, quello dei Magnetic Fields. Quello che non capisco proprio è invece che nessuno abbia inserito l’ultimo album di Kaki King. Posso anche immaginare che non abbia fatto impazzire nessuno dei critici – de gustibus non disputandum est – ma la assegnazione degli Oscar da parte di una rivista è anche un lavoro di redazione dove occorre verificare se i singoli critici hanno lasciato fuori album comunque musicalmente significativi. Ora io mi sto scaricando gli imperdibili segnalati dai suddetti critici e il relativo ascolto mi lascia onestamente perplesso. Un album come quello dei Lotus Plaza, segnalato da Chiara Colli come il migliore dell’anno, mi sembra non brutto, ma peggio: completamente anonimo. Non è insensato mettere a fianco Glow e Spooky Action At A Distance perché di quest’ultimo così Chiara Colli scrive:

Lockett Pundt è (…) un chitarrista immaginifico con i suoi briosi ricami jangle, un autore malinconico creatore di strutture ripetitive quanto basta per far perdere chi ascolta. L’aviatore sonico perfetto del 2012.

Lotus_plaza_spooky_action_at_a_distanceOra non è che ce l’abbia con Chiara Colli: non la conosco e non è neppure mia amica su Facebook. Ma se vogliamo parlare di chitarristi immaginifici che possono condurci ai voli più alti dobbiamo andare a chiamare Kaki King (di soli tre anni più “vecchia” di Pundt): col suo nuovo Glow torna ad abbandonare la voce per concentrarsi sull’amata chitarra e quello che realizza non è semplicemente un prodotto per amanti del virtuosismo chitarristico ma qualcosa in grado di ammaliare e sedurre chiunque ami la musica (anche senza ulteriori qualificazioni).

Per capire quello che intendo può essere interessante provare a confrontare Glow con un altro album pubblicato nel 2012 da un superbo chitarrista: Electric Sea di Buckethead. In Electric Sea (come già avvenuto nel precedente Electric Tears) il chitarrista col secchiello in testa si concentra sulla chitarra lasciando fuori altri strumenti e principalmente le percussioni per ottenere sonorità maggiormente “intimiste” ed emotive. Fin dall’inizio, anche solo per chi non strimpella altro che qualche nota come il sottoscritto,è impossibile non immaginarsi ad eseguire i giri ascoltati come del resto dev’essere trattandosi di un virtuoso dello strumento. In Glow al contrario non siamo attirati tanto dalla – pur immensa – abilità tecnica di Kaki, quanto piuttosto dalla musica stessa, dalla ricerca, non sempre semplice delle influenze, delle contaminazioni, della geografia variabile in cui si muove.

kk_glow_coverartIn realtà quello che da anni, nei suoi vari album, Kaki sta facendo è creare un proprio genere che ha come spina dorsale un robusto suono chitarristico intersecato dalla tecnica rumoristica, ma che non disdegna elementi folk o addirittura classici, senza peraltro ricadere nella posa un po’ stucchevole di riproporre sic et simpliciter brani di musica classica come fa Buckethead in Electric Sea. In questo senso è sicuramente comprensibile che l’album di Kaki possa non piacere, ma occorrerebbe avere l’onestà intellettuale di riconoscere il contributo che la sua ricerca sta dando alla musica leggera. O anche solo, si parva licet, ad un modo di suonare la chitarra che s’accosta idealmente al modo in cui John Cage si rapportava al pianoforte e che ha portato al “piano preparato”.

gennaio 14, 2013 Posted by | kaki king, mucchio selvaggio, musica | | Lascia un commento

Wu Ming 1 & Valerio Evangelisti: intervista vintage

Sul Mucchio di agosto (n. 697) viene riproposta, assieme ad altri articoli e interviste del Mucchio settimanale (1996-2004) l’intervista effettuata a Bologna nel 2002 (pubblicata a suo tempo sul Mucchio Selvaggio n. 513 del 10 dicembre 2002) a Wu Ming 1 ed a Valerio Evangelisti a cura del sottoscritto, di Alessandro Besselva Averame e Aurelio Pasini (oltre alla “regia” remota di John Vignola). In realtà però l’intervista ripubblicata nel numero attuale è abbondantemente accorciata. Perciò rimando chi volesse leggersela (o rileggersela) tutta alla versione completa tutt’ora disponibile sul sito dei Wu Ming: http://www.wumingfoundation.com/italiano/outtakes/mucchio_eymerich.html.

agosto 4, 2012 Posted by | evangelisti, mucchio selvaggio, wu ming | , , | Lascia un commento

Elenco di siti "mucchiofili", ovvero dei "ragazzi" del Mucchio Selvaggio:

Max Stefani: www.myspace.com/maxstefani
Massimo Del Papa: babysnakes.splinder.com
Federico Guglielmi: www.myspace.com/guglielmifederico
Luca Castelli: cabaldixit.blogspot.com
Damir Ivic: www.myspace.com/damirivic
Aurelio Pasini: www.myspace.com/pipen75
Mauro Biani: maurobiani.splinder.com

settembre 4, 2007 Posted by | mucchio selvaggio | 8 commenti