Aquaman: occulta videoludicità

aquaman-poster-itaQualche riflessione su Aquaman, l’appena uscito film dedicato all’omonimo personaggio della DC Comics. Se il film non arriva al pathos di Wonder Woman, tuttavia resta un’esperienza gradevole. E’ da osservare che, a differenza dei personaggi della Marvel, i personaggi DC risalgono ad un passato in cui era necessario dare un respiro eccezionale ed “epico” ai personaggi. Non a caso Aquaman è un re, Wonder Woman una principessa, Superman l’ultimo discendente del proprio popolo. Ecco quindi come ogni volta, anche a livello cinematografico, questa epicità viene ribadita, col rischio di creare un un giocattolo troppo grosso ed ingombrante da gestire ed apprezzare (come ad esempio Batman v Superman). Dall’altra parte, in casa Marvel, almeno a livello cinematografico, l’epicità viene invece rifuggita ad ogni costo (con l’obiettivo forse di rendere il prodotto il più possibile appetibile a tutti i palati) col risultato che Avengers: Infinity WarI Guardiani della Galassia 2 le cui storie avrebbero tutti i crismi per un respiro epico, vengono affogati in chiasso e battute (situazione ben diversa dalla trilogia dedicata da Raimi a Spider-Man).

aquaman-end-credit-scene-1545324098448Aquaman riesce avventurosamente a stare in bilico tra le due posizioni: certo, la storia è quella di un re che deve riconquistare il trono ed unire mondi apparentemente inconciliabili scongiurando una guerra, ma grazie alla leggerezza e alla gaglioffa gigioneria con cui Jason Momoa interpreta il personaggio (ad ogni inquadratura è evidente quanto lo abbia divertito il lavoro!) e all’aver relegato sullo sfondo l’ossessiva (ma umana) sete di vendetta di Black Manta, il film non affonda nella pomposità in cui pure deborda (soprattutto quando Momoa non è sullo schermo).

Ma di un debito voglio qui parlare ed è quello nei confronti dei videogiochi, in particolare della serie di Uncharted: la ricerca dell’ur-arma atlantidea che potrà risolvere la disputa dinastica nei confronti del suo fratellastro porta Aquaman-Arthur Curry assieme a Mera, rossa principessa di Xebel, prima nel Sahara, poi in Sicilia, infine nel mare interno (quest’ultimo di verniana memoria) ad affrontare enigmi che immediatamente i giocatori del capolavoro videoludico targato Naughty Dog riconosceranno come caratteristici della serie. Enigmi affrontati seriamente dal personaggio femminile e risolti scherzosamente da quello maschile, a cui però restano per lo più affidati gli scontri coi nemici e le prodezze ginniche. Alche il mostro che custodisce l’arma ha tutto il sapore di uno dei boss finali che, una volta superato, fa sembrare le successive incombenze belliche una strada in discesa. Da questo punto di vista la percentuale di “videoludicità” di Aquaman, considerando anche che non si tratta di un film dedicato ad un best-seller videoludico, è più alta che non in Assassin’s Creed o in Tomb Raider (per quanto nessuno dei due disprezzabile). È un po’ come per Arthur nel film che riesce meglio a compiere le imprese quando non ci pensa troppo. In Aquaman sceneggiatori e registi non devono proporre qualcosa che abbia il videoludico come riferimento, e perciò ci riescono. Del resto è un principio valido per tutto il film: dove Aquaman funziona meglio è dove non si prende troppo sul serio e si lascia andare alle gag visive e di sceneggiatura. Suggerendo che questo – cosa del resto che già accade egregiamente nei serial televisivi dedicati a Flash, a Gotham, a Supergirl – dovrebbe essere l’approccio generale ai film della DC esattamente come il contrario dovrebbe fare la Marvel, scivolata troppo per la china opposta.

 

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Supereroi contro zombie

Già il titolo è difficile da interpretare: in copertina si legge Ex supereroi vs. zombie, ma nelle pagine all’interno compare un trattino che parrebbe, al lettore del romanzo, congruente con quanto sta leggendo: Ex – Supereroi vs. zombie dato che si tratta di una storia in cui dei supereroi, d’invenzione dell’autore, ma con chiari riferimenti al pantheon supereroistico statunitense, combattono in un mondo in cui l’umanità si è trasformata in una gigantesca orda di zombie, o meglio, come vengono definiti nella storia “ex-umani”. “Ex” allora, sembrerebbe corretto interpretare, sono gli zombie e il sottotitolo sta solo a sottolineare come il contesto horror ormai di moda si tinga di fantascienza con l’inserimento nella trama di persone con superpoteri. Senonché, se andiamo a sbirciare il titolo originale, tale nostra sicurezza s’infrange contro l’Ex-Heroes che campeggia nel colophon. Magari sta a significare: “gli ex contro gli eroi”, ma leggendo il romanzo di Peter Clines – americano, scrittore di soggetti cinematografici e televisivi e giornalista culturale -, pian piano nasce l’idea che siano proprio i supereroi ad essere “ex-eroi”. Nati per fronteggiare la criminalità del contesto urbano, si trovano come spaesati di fronte ad un panorama fatto di esseri umani morti che tornano a camminare per le strade con l’unico obiettivo di divorare altri esseri viventi. Alcuni di loro muoiono e si trasformano a loro volta in zombie, altri sono praticamente privati dei loro poteri dal trovarsi di fronte ad esseri non viventi. Come nel caso di Gorgon, uno dei protagonisti della storia, in grado di vampirizzare l’energia vitale di chi incrocia il suo sguardo che nulla può nei confronti degli occhi morti degli ex.

La storia è ambientata a Los Angeles dove due supereroi, la bellissima e superintelligente Stealth e l’indistruttibile Mighty Dragon alias St. George, di fronte all’impossibilità di fronteggiare l’avanzata del contagio che trasforma gli esseri umani in zombie, decidono di utilizzare gli studi della Paramount – ribattezzati “La Montagna” – per mettere in salvo i superstiti facendosi aiutare da alcuni dei più potenti supereroi attivi sulla West Coast: il già citato Gorgon, Zzzap (un essere di pura energia), Regenerator (in grado di curare se stesso e chi gli sta vicino, anche se ha perso quest’ultimo potere in seguito ad un morso da parte di un ex) e Cerberus (una sorta di tuta supercorazzata a metà tra l’armatura di Iron Man e l’esoscheletro usato per sconfiggere la regina aliena da Sigurney WeaverRipley in Aliens). Il problema nasce quando i supereroi scoprono che una delle gang di Los Angeles, già combattuta prima dell’epidemia da Gorgon, non solo non è stata spazzata via dall’orda degli zombie, ma anzi ha prosperato all’interno della metropoli imparando addirittura il modo di controllare e guidare gli ex.

I Seventeens – questo il nome della gang – oltre a tramare vendetta contro Gorgon, ambiscono ad accaparrarsi le risorse accumulate dai supereroi alla Montagna, così sferrano un attacco epocale contro i supereroi ed i superstiti là rifugiati che dovranno vedersela non solo contro orde immani di ex guidati dalla gang, ma anche contro supereroi morti e trasformati in zombie, ma ancora in grado di utilizzare i superpoteri controllati dai Seventeens. La battaglia che vedrà contrapposte le due fazioni, non solo sarà epocale ma porterà anche ad individuare l’origine del virus che trasforma i cadaveri in zombie.

Clines è estremamente bravo a caratterizzare sia la psicologia dei singoli supereroi – passando dal presente del loro conflitto con gli zombie e con i Seventeens al passato della loro “formazione” supereroistica – sia a mostrare un futuro in cui i supereroi, prima ancora simbolo morale che aiuto pratico della lotta contro il crimine si trasformino in superesseri senza più una ragione d’essere in un mondo degradato a cimitero. Il romanzo, forte dell’esperienza cinematografico-televisiva dell’autore, progredisce in un climax affascinante, tanto da far perdonare anche le incongruenze legate inevitabilmente alla presenza di superpoteri difficilmente spiegabili, e legare il lettore fino alla conclusione. Ex-Heroes è anche, come buona parte della fantascienza e dell’horror, una serie di riflessioni sulla società e sull’immaginario contemporaneo, molto più stimolanti di qualsiasi “vero” fumetto supereroistico contemporaneo, tanto che si vorrebbe quasi che la storia finisse davvero con la conclusione invece di protrarsi per l’inevitabile serie di sequel (attualmente due più un tie-in) già scritti ed in arrivo anche in Italia pubblicati dalle Edizioni Multiplayer.it.

 

Pubblicato sul Manifesto del 2 agosto e disponibile anche qui: http://ilmanifesto.info/supereroi-contro-zombie/

Sito della casa editrice italiana: http://edizioni.multiplayer.it/libri/ex-heroes/

Sito dell’autore: http://peterclines.com/