Il re dei ladri

Di seguito la recensione al nuovo Thief pubblicata sabato scorso (29.03.2014) su Alias (e che si può leggere anche qui: http://ilmanifesto.it/il-re-dei-ladri-affascinante-criminale-elettronico/).

Il re dei ladri, affascinante criminale elettronico

Videogame. Il reboot di Thief, sviluppato da Eidos Montreal. La saga si arricchisce di un altro capitolo e l’eroe, questa volta, deve affrontare gli inquilini di un manicomio criminale

Thief è il «reboot» svi­lup­pato da Eidos Mon­treal (gli stessi di Deus Ex: Human Revo­lu­tion) e pub­bli­cato da Square Enix (per PC, PS3 e 4, Xbox360 e One). Nono­stante il titolo in sé possa dir poco ai più gio­vani, i tre titoli della saga sono stati un vero «cult» per gli appas­sio­nati di gio­chi «stelth»: Thief: The Dark Pro­ject, Thief II: The Metal Age e Thief: Deadly Sha­dows (i primi due svi­lup­pati da Loo­king Glass rispet­ti­va­mente nel 1998 e 2000 e il terzo da Ion Storm nel 2004). Nella lunga attesa il mondo imma­gi­na­rio della Città, un mix tra steam­punk e dark fan­tasy, è stato oggetto di un gran numero di mod e di fan art (romanzi e rac­conti, musica, video, ecc.) di cui si pos­sono tro­vare esempi nel sito di fan art com­ple­ta­mente dedi­cato alla saga: http://​www​.thief​-the​cir​cle​.com/.

Il nuovo Thief cerca con­tem­po­ra­nea­mente di gra­ti­fi­care i vec­chi fan e di pia­cere a quelli nuovi. Pro­ba­bil­mente que­sto è il prin­ci­pale motivo delle imper­fe­zioni pre­senti nel titolo, imper­fe­zioni tut­ta­via che, a loro modo, lo ren­dono per certi versi ancor più inte­res­sante. Par­tiamo dalla ecces­siva linea­rità. Il comodo pun­ta­tore fa venire alla mente la spas­sosa serie di machi­nima If Doom was done today di Chu­bz­doo­mer (pre­senti su You­Tube), dove l’autore mette in scena un Doom in cui non è pos­si­bile esplo­rare libe­ra­mente, con l’obiettivo sem­pre segna­lato e con con­ti­nui con­si­gli di stato come in uno degli ultimi Call of Duty.

La Città in cui è ambien­tato Thief non è par­ti­co­lar­mente grande e la scelta dei per­corsi da seguire non è poi così vasta anche se le mis­sioni aggiun­tive ampliano signi­fi­ca­ti­va­mente lo sto­ry­line anche per­ché ci sono tan­tis­simi oggetti da rubare e col­le­zio­nare. Il pro­ta­go­ni­sta che imper­so­niamo, il re dei ladri Gar­rett, è abile a scas­si­nare ser­ra­ture ed a muo­versi in maniera fur­tiva, ma non eccelle nei com­bat­ti­menti e per­tanto dovremo pre­fe­rire l’evitare le guar­die o il met­terle fuori com­bat­ti­mento da lon­tano o di sor­presa, tenendo anche conto della scar­sità di armi pre­senti che rara­mente si tro­vano in giro ma che vanno acqui­state dagli appo­siti riven­di­tori (anche quando sarebbe logico tro­vare qual­che frec­cia addosso ad un arciere abbat­tuto). Asso­lu­ta­mente impari il con­fronto diretto anche per­ché l’unica arma bianca a dispo­si­zione è una sorta di bastone con arti­gli che serve prin­ci­pal­mente per arram­pi­carsi sulle pareti. In com­penso i sol­dati che ci tro­ve­remo di fronte seguono pat­tern di pat­tu­glia molto limi­tati e non è un’esagerazione dire che a mala­pena vedono ad un palmo del loro naso.

Thief_ss05La Città poi ha un’estetica che rimanda alle archi­tet­ture del nord Europa del ‘600, con una dop­pia illu­mi­na­zione, una «nor­male» a torce e lam­pade, ed un’altra simile a quella elet­trica che si accende e spe­gne con appo­siti inter­rut­tori, otte­nuta mediante la «pri­meva», una sorta di pietra/sostanza magica che il Barone che governa sulla città imma­gina uti­liz­zare per una rivo­lu­zione indu­striale. Ma c’è anche un livello — forse il più bello di tutto il gioco — in cui Thief si tra­sforma in una sorta di Silent Hill in prima per­sona quando Gar­rett deve esplo­rare un mani­co­mio cri­mi­nale sull’Isola di Moira con gli esterni e gli interni che riman­dano piut­to­sto al cupo Ottocento/inizio Nove­cento che ha gene­rato anche l’Arkham Asy­lum. Le armi a dispo­si­zione sono quelle già pre­senti nei pre­ce­denti epi­sodi: frecce nor­mali, incen­dia­rie, ad acqua per spe­gnere le torce, ecc. Gar­rett, eroe suo mal­grado, ma sem­pre ben con­tento ogni volta che può inta­scarsi il bot­tino, a fianco dell’amico Basso, dovrà scon­fig­gere sia il Barone ed il suo peri­co­loso sgherro il Gene­rale, sia Orion, il capo dei rivol­tosi. E debel­lare la minac­cia del morbo che, a par­tire dagli inter­nati nella pri­gione di Moira oggetto degli espe­ri­menti con la pri­meva, si è sparso per la Città.

Gar­rett ora, come in Bat­man ed altri titoli, può foca­liz­zare la pro­pria atten­zione sugli oggetti rile­vanti dell’ambiente che lo cir­conda (oggetti, porte, spor­genze a cui aggrap­parsi, ma anche peri­coli e trap­pole) e dispone di un sistema ruo­li­stico di accre­sci­mento del per­so­nag­gio. Come in Splin­ter Cell, alla fine di ogni epi­so­dio otte­niamo una valu­ta­zione sulle nostre per­for­mance anche in base al tipo di pro­filo — più aggres­sivo o defi­lato — che abbiamo tenuto.

If Doom was done today (part 1): http://youtu.be/C4yIxUOWrtw

If Doom was done today (part 2): http://youtu.be/NURfvG0lfpA

If Doom was done today (part 3): http://youtu.be/8F0AdWBmiQY